Mira in Comune (il battesimo in opera)

Mi piace che facciamo le riunioni
sull’acqua: nella Brenta, in una barca
attraccata alla riva, a ‘la Chitarra’ –
le Muse, nel silenzio, tutto sentono;
che questo vaporetto, trasformato
in studio d’architetti, ci sia offerto
come sede di progetti sociali –
per creare armonia tra gli abitanti
e l’ambiente, il nostro specchio etico
a cui commisurare ogni sviluppo;
 §
è bello che le idee in discussione
viaggino sulle onde, con il ritmo
del fiume che dai monti arriva al mare
comune – attraversando vari luoghi
e di ciascuno conservando impronta,
in un’eredità di ville e campi:
vene che si diramano, rimandosi
al nostro sangue e respiro profondi,
ritessendo cultura e civiltà –
età, generazioni, cuori e mondi;
 §
è bene che la Mira del futuro
si lavi e si rinnovi alle sorgenti,
rinasca oltre il diluvio dell’inerzia
tornando all’ancestrale – al sempiterno,
a Venezia che è porta su ogni dove:
e proprio con i giovani e le donne,
solo vero avvenire dell’umano –
come un’arca di vita che riparte
e frutta e rifiorisce nella pace,
vetta sempre più alta e necessaria.