In vista della Giornata Mondiale del Libro, la lista civica Mira In Comune ha organizzato un happening in Parco Valmarana (qui i dettagli dell’evento di sabato scorso): il polmone verde di Mira Porte, già sede di molte edizioni della manifestazione Tam Tam, e ad oggi purtroppo sottoutilizzato, perché tuttora privo di sottoservizi, nonostante la riapertura della passerella di collegamento di via Don Minzoni (un costoso investimento delle passate giunte, il cui impiego da parte della cittadinanza non è mai stato promosso).

Quale luogo migliore, dunque, per riportare nel parco quelle ‘musiche e suoni del mondo’ che hanno caratterizzato tante passate primavere miresi di musica, cultura e impegno civico?

Mira in Comune del resto è una lista civica che nasce – programmaticamente- ‘per cambiare musica’: con il motto #fiumidiparole, quanto mai appropriato visto il luogo individuato per l’iniziativa, prospiciente il Brenta, per l’intero pomeriggio di sabato ha proposto una serie di letture, “a voce alta” (quindi, libera e per tutti).

Diversi lettori si sono così via via passati il testimone (leggendo, recitando, cantando e… anche interpretando, a beneficio dei non udenti, in LIS, la lingua dei segni italiana): una serie di letture collettive, per far riflettere e stimolare all’azione “In Comune”. Una buona occasione per condividere con i miresi una parte del programma per le Amministrative – partendo dalla voce “Cultura”  e ricomprendendo le varie forme espressive che caratterizzano il territorio.

Un’occasione per riflettere, più ampiamente, sul fatto che Mira, in un recente passato (2004) è stata “Città veneta della cultura”, anche se pochi lo ricordano. A distanza di 13 anni, cosa rimane del premio attribuito “per la ricchezza ed alta qualità della programmazione, in particolare nel settore dello spettacolo, che spazia in tutti i campi delle attività culturali, attraverso anche la progettazione di strutture finalizzate alla valorizzazione del territorio”?
Partendo dal Parco Valmarana, tra Brenta, Laguna e Ville, in quel verde paesaggio che rende Mira “città d’arte”, Mira in Comune ha voluto dare il ‘la’ – è proprio il caso di dire- alle proprie proposte culturali per la città.
Questo il testo proposto dalla candidata sindaca Lavinia Vivian: una sorta di vademecum per chi voglia impegnarsi per la collettività in prima persona, tratto da “Guida da te la tua canoa” di Baden Powell

Quando, da ragazzo, cominci il viaggio della vita, sei naturalmente portato a pensare di essere solo uno tra tanti, e a credere quindi che la cosa migliore da fare sia di seguire la maggioranza.

Questo modo di pensare è completamente sbagliato. Ricorda che tu sei tu. Sei tu che devi vivere la tua vita e, sei vuoi riuscire a raggiungere la felicità, devi essere tu a guadagnartela. Nessun altro può farlo per te.

E, nel viaggio della vita, devi spingere la tua canoa con la pagaia, non remare come in barca. La differenza è che, nel primo caso, tu guardi davanti a te e vai sempre avanti, mentre nel secondo non puoi guardare dove vai e devi affidarti ad altri che reggono il timone, col risultato che puoi cozzare contro qualche scoglio prima di rendertene conto.

Molta gente tenta di remare attraverso la vita in questo modo. Altri ancora preferiscono una navigazione passiva, facendosi trasportare dal vento della fortuna o dalla corrente del caso: è più comodo che remare, ma è ugualmente pericoloso.

Io preferisco uno che guardi davanti a sé e sappia condurre la sua canoa, cioè si apra da solo la propria strada.

Guida da te la tua canoa, non contare sull’aiuto degli altri. Stai partendo dal ruscello della fanciullezza per un viaggio avventuroso; di lì passerai nel fiume dell’adolescenza; poi sboccerai nell’oceano della virilità, per arrivare al porto che vuoi raggiungere.

Sulla tua rotta incontrerai difficoltà e pericoli, banchi di nebbia e tempeste. Ma, senza avventure, la vita sarebbe terribilmente monotona. Se saprai manovrare con attenzione, navigando con fedeltà ed allegra tenacia, non c’è motivo perché il tuo viaggio non debba essere un completo successo, per piccolo che fosse il ruscello da cui un giorno sei partito.

(…)
Nel vostro passaggio in questo mondo, che ve ne accorgiate o no, chiunque voi siate e dovunque andiate, state lasciando dietro di voi una traccia.

Altri la noteranno e potranno seguirla. Può essere una traccia che li conduce al bene, oppure può portarli fuori strada. Ciò dipende da voi.

Può darsi che la vostra traccia sia marcata sugli alberi, per renderla visibile a chi vi segue, o invece può darsi che lasciate inavvertitamente delle orme peraltro riconoscibili sulla sabbia.

In un caso come nell’altro è bene ricordarsi che si lascia sempre qualche tipo di traccia; e quindi, volgendo i propri passi nella giusta direzione, potete indirizzare bene anche coloro che vi seguono.