Se fossimo negli anni Quaranta, in Italia, non esisterebbe la libertà. In ogni senso: la libertà di parola, di opinione, di essere, il diritto alla felicità. Probabilmente una ragazza, molto simile a me, dovrebbe nascondersi, vivere le proprie relazioni in segreto. E poi, sicuramente, qualcuno lo verrebbe a sapere. Verrebbe scoperta, denunciata, portata in una prigione, torturata, e uccisa. Senza alcuna pietà.

Viviamo il 13 aprile 2017, e in Cecenia è esattamente questo è ciò che succede agli omosessuali. Perché in Cecenia le persone omosessuali non esistono. E visto che non esistono, non esiste il loro diritto alla vita, il loro diritto ad amare, il loro diritto alla felicità. Ma le persone omosessuali sono persone, siamo noi.
Ciò che sta accadendo laggiù non può restare un fatto rispetto al quale ciascuno di noi può permettersi di non agire. Perché la Cecenia potrebbe un giorno diventare l’Italia, se non facciamo niente. E in questa modernità tanto sognata non possiamo vivere ogni giorno con la paura di morire.

Piú volte abbiamo ribadito che Mira In Comune è una lista civica, un laboratorio di idee antifasciste, antirazziste, antisessiste. Ma le nostre idee non vogliono limitarsi a restare impaginate nella carta sulla quale è stampata la copia della Costituzione che -spero- ognuno di noi ha a casa.

L’articolo 3 recita che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Come antifascisti, intendiamo attuare l’articolo 3 con ogni mezzo, perché la politica non è solo quella televisiva che parte da Roma (e, in questo caso, cos’è partito da Roma?), ma è ciò che “attiene ad una città”, nello specifico Mira. E in quanto persone che vogliono dedicarsi a questa pratica difficile e affascinante, intendiamo promuovere e realizzare iniziative che abbiano come mezzo e come scopo la tutela dei diritt* di tutti.

Non intendiamo ritrovarci a vivere in qualcosa di simile alla Russia di Putin, o alla Cecenia; non intendiamo tacere di fronte a queste atrocità. I diritti delle persone vengono prima di tutto: lo diciamo chiaro a quelle forze politiche che anche a Mira intendono limitarli e sopprimerli, o che mantengono ombre di ambiguità sia a questo riguardo, che a proposito delle relazioni con Mosca e dintorni.

Siamo umani, restiamo umani.