«Perchè mi candido?
Perché a quello che dico e penso ci credo veramente, ciò che dico e che penso costituiscono ciò che sono.
Da sempre avverto un forte senso di giustizia, e tutti i soprusi e le ingiustizie grandi e piccole a cui mi capita di assistere nel quotidiano o che sento al telegiornale mi fanno imbestialire, come se mi venisse fatto un torto personale. Da piccola credevo che sarei diventata un avvocato, per poter coniugare verità e giustizia.
Sono allergica ai prepotenti, agli arroganti, ai maleducati, agli indifferenti, agli egoisti, agli ipocriti, ai vigliacchi.
Odio chi non rispetta le persone, chi non rispetta la Terra, chi non rispetta la legge. Allora ho cercato il modo, le attività, per poter fare del mio meglio e “lasciare questo posto un po’ migliore di come l’ho trovato” (direbbe Baden Powell), e ho cercato di farlo con ostinata gentilezza: impegnandomi nel volontariato, istruendomi, educando dei bambini.
Ho trovato sempre grande gratificazione nello spendermi per gli altri, eppure negli ultimi tempi mi sembrava di non fare ancora abbastanza. Da diverso tempo sento covare in me una rabbia, un senso di impotenza di fronte a relazioni umane sempre più degradate, davanti alla miseria economica e soprattutto spirituale, davanti a scenari di violenza, involuzione, sete di denaro.
Ho sentito il peso di una responsabilità civica, la necessità di convertire queste energie compresse in qualcosa di propositivo, propulsivo, utile; ho sentito l’obbligo morale di fare qualcosa, di smettere di stare a guardare le cose che non vanno e di tentare, ad ogni costo, di cambiarle. Non c’è più tempo, serve coraggio. E allora mi son detta “altroché se accetto questa candidatura, accidenti!”.
GRAZIE a quanti ci sostengono, credendoci come noi!»

Lavinia