L’Europa oggi festeggia la scampata minaccia di una Le Pen presidente in Francia. Per Mira auguriamo analogo destino all’omologa ‎coalizione di destra, dominata in realtà dal fucsia di Brugnaro: uno che dallo scranno di inefficace primo cittadino metropolitano, dopo le sconfitte della precedente tornata amministrativa a Chioggia, ora ci riprova a Mira, finanziando sonoramente la campagna della sua candidata prescelta, Antonella Trevisan. «Non saremo francescani», ha risposto la fucsia, con evidente imbarazzo, a una domanda di Paolo della Rocca, candidato consigliere per Mira in Comune, lo scorso martedì sera a Oriago. Ce n’eravamo accorti: fra l’apertura di sedi sgargianti come fossero negozi di detersivi in ogni frazione e i cartelli murali 6×3, i braccialetti distribuiti anche fuori dalle scuole elementari (vergogna!) e chissà quali e quante altre future iniziative glamour, nessuno crede che da costoro non verranno superati i 25mila euro di tetto massimo alle spese elettorali previsto dalla legge. Ma i voti miresi non sono in vendita: anzi lo spreco profuso, in tempi in cui alla politica si chiede sobrietà, rappresenta quasi un insulto alle tante miresi e ai tanti miresi che non arrivano alla fine del mese. Il sospetto è che una campagna elettorale così fragorosa serva in realtà a nascondere il vuoto di contenuti e la storica afasia delle destre miresi, dopando la competizione. Non smetteremo di denunciare quanto sta accadendo, dal basso dei nostri 5mila euro di budget preventivo per una campagna elettorale tutta autofinanziata grazie al contributo di tanti sostenitori.