La scorsa notte, ore 2.30 circa.
Rincaso dopo il mio primo raid notturno di affissione manifesti.
Non è stato notturno per nasconderci nel buio, né perché ci sia qualcosa di trasgressivo. È stato notturno perché i manifesti erano appena arrivati ed era irresistibile aspettare domani per attaccarli. È stato notturno perché più intimo, con la città tutta per noi, con l’orgoglio di essere i primi ad appiccicarli, con il divertimento di preparare la colla in un garage come le migliori avventure dell’adolescenza, con un sacchetto di spumiglie fatte in casa, dono premuroso che solo le mamme sanno concedere. Con la soddisfazione di attaccarla io, personalmente, la mia faccia, nello spazio numero 5: quella faccia 70×100, che non ci posso credere sia veramente la mia, il mio nome vicino a una carica così importante. Chi lo avrebbe mai detto!
In testa risuona 1.9.9.6. degli Afterhours, i jeans e le mani impiastricciati di colla, i secchi che sciabordano nel bagagliaio, la radio accesa, dei fedeli compagni di viaggio.
Nell’aria il profumo di acacia e un brivido che sa di iniziazione. Mi sento vera, mi sento viva.

 

Lavinia