Ieri la nostra candidata sindaca Lavinia Vivian, assieme agli altri aspiranti, ha incontrato le lavoratrici e i lavoratori di SeRiMi (Servizi Riuniti Mira), l’azienda partecipata che gestisce le farmacie comunali e il servizio di ristorazione scolastica. La nostra priorità è che la società rimanga con l’assetto attuale, con una partecipazione maggioritaria del Comune di Mira e l’affidamento di entrambe i servizi di farmacia e ristorazione, questo sia per garantire la qualità  che i posti di lavoro. Questa azienda rappresenta infatti una realtà occupazionale molto importante del Comune con circa 120 dipendenti.

Rivendichiamo altresì di aver fermato, grazie al consigliere comunale uscente Mattia Donadel (Mira Fuori dal Comune, ora capolista per Mira in Comune), la strisciante privatizzazione che sarebbe avvenuta separando le farmacie dalla ristorazione con appalti diversificati: probabilmente le prime sarebbero finite ad Ames e la seconda non sarebbe stata sufficiente a salvare il bilancio della società, a causa della diminuzione negli ultimi anni della quantità di pasti erogati. L’impegno per ottenere un parere legale favorevole alla gara a doppio oggetto che tenesse insieme farmacie e ristorazione ha contribuito in modo decisivo a far retrocedere l’Amministrazione uscente da una scelta che di fatto avrebbe aperto le porte  alla privatizzazione della mensa e alla destrutturazione di Se.Ri.Mi.

Negli ultimi cinque anni, a fronte di elementi positivi (aver legato gli ambulatori medici alle farmacie comunali, una maggior quota di prodotto biologico nei pasti, l’introduzione delle fatture elettroniche per i buoni) va riscontrata una riduzione del numero dei pasti serviti a Benckiser e al comparto scolastico. SeRiMi non ha partecipato al bando per le mense nelle scuole in riviera Sud, ma ha vinto quello per gli istituti di Mirano. Il socio Residenza Riviera, che partecipa all’1% (contro il 51% del Comune di Mira, il 45% della ditta Camst e il 2.5% del Comune di Mirano) ha affidato il servizio a un’altra ditta diversa da SeRiMi. Inoltre è stato eliminato l’usa e getta introducendo l’uso di stoviglie lavabili. Non sono comunque state implementate nuove attività, che sarebbero nella piena potenzialità dell’azienda, come ad esempio il catering per eventi legati anche al turismo.

Quali sviluppi possibili per SeRiMi? Vediamo il bisogno di valutare una terza farmacia comunale, da collocare in zone popolose ma isolate o poco provviste, come ad esempio quella che gravita attorno a via Lomellina, alle soglie di Ca’ Sabbioni.
Per la ristorazione urge aumentare di nuovo il volume degli affari: in primis sbloccando l’accordo con la casa di riposo di Mira, la cui convenzione è stata bloccata dalla Regione Veneto a guida leghista nel dicembre scorso. Inoltre partecipare a bandi per le scuole del territorio (in Riviera e anche oltre), porsi l’obiettivo di riacquisire la fornitura dei pasti alla casa di riposo di Dolo, sviluppare il settore del catering per un turismo “slow”, magari con un punto ristoro all’interno della Villa dei Leoni, che la nostra concezione prevede aperta e sfruttata molto di più di adesso, con costi inferiori a chi ne richiede l’accesso e l’uso.
Occorre ragionare riguardo la gestione dei rifiuti prodotti da SeRiMi per esempio utilizzando macchine autocompostatrici per trattare in loco le notevoli quantità di rifiuto umido prodotte, evitando così i costi di conferimento. Ugualmente tramite la razionalizzazione dell’uso dell’energia o l’approvvigionamento da fonti rinnovabili è possibile ridurre alcune voci di costo importanti. Serve poi instaurare una buona pratica per le materie prime, privilegiando quelle a km zero e di filiera corta, favorendo maggiormente i prodotti da agricoltura biologica e non intensiva, una scelta che potrebbe avere ricadute ambientali e occupazionali importanti nel territorio della Riviera del Brenta. E’ questa la strada migliore per consolidare Se.Ri.Mi, difendere i posti di lavoro e un servizio pubblico importante per la comunità. Solo la qualità può salvare Mira e il suo sviluppo.