Per un amministratore -ha detto Lavinia Vivian al dibattito fra candidati sindaci tenutosi ieri sera alla scuola San Pio X- attenersi alla Costituzione è un dovere. Essa, all’articolo 33, recita che enti e privati hanno diritto di istituire scuole, ma senza oneri per lo Stato. Il quale taglia sempre più spesso le risorse agli enti locali (mettendo poi qualche toppa come quelle per l‘edilizia scolastica) e quindi al welfare per tutti: così il “privato sociale”, tra cui le aggregazioni del laicato, è costretto a sopperire. Noi vediamo bene le scuole aperte anche al pomeriggio, per attività extracurricolari affidate alle associazioni, anche per aiutare le coppie che fortunatamente lavorano. Serve più rispetto per la figura del docente, anche da parte dei genitori stessi: la scuola non può sostituirsi alla famiglia, che le delega non solo la formazione quanto sempre più spesso la stessa educazione dei più giovani, assumendosi meno responsabilità. Noi ci fidiamo degli insegnanti, e non lo facciamo a corrente alternata. E vogliamo che gli abbonamenti ai mezzi pubblici per gli studenti costino meno, così come si possono ulteriormente ridurre gli importi dei buoni pasto secondo certificazioni Isee. Combattere il crescente abbandono scolastico già alle scuole medie, non solo fra i cittadini di origine straniera. Così come occorre innestare a livello didattico l’educazione all’affettività, entro la quale prevenire i fenomeni di bullismo e le baby gang, contrastando una subcultura crescente fuori dagli istituti.