La candidata sindaca Lavinia Vivian e il candidato consigliere Paolo Della Rocca hanno incontrato una delegazione delle rappresentanze sindacali unitarie di POLIMIRA e il direttore dello stabilimento, Gianluca Berini.
Due i temi che stanno a cuore alla lista MIRA IN COMUNE e che sono stati pienamente soddisfatti dalla visita nello stabilimento: la sostenibilità ambientale della produzione e la garanzia che nessuno dei 226 posti di lavoro corre il rischio di venire rimosso, anche in corrispondenza di un allargamento di mercato a nuove sedi estere.

Il direttore ha spiegato come funziona la fabbrica, che trasforma politene e polipropilene (un “tessuto non tessuto”) sciogliendo i granuli con un’operazione meccanica a 200°C. Una volta soffiata, la plastica produce il film, tenuto in piedi dall’aria e stampato con colori ad acqua naturali e non solventi. Non sono contemplati additivi chimici nell’ambiente, né emissioni di gas: dai camini esce vapore, tanto che i 22 impianti in funzione non hanno l’obbligo di abbattitori, non emettendo esternalità negative nemmeno verso il suolo (rifiuti atossici). E anche il sacco che contiene i granuli di plastica viene riciclato. Questo comportamento è anche obbligato dalle norme in materia, oltre che dall’alto standard di consapevolezza ecologica dei clienti internazionali.

La gestione Poligof -104 milioni di fatturato- ha in progetto di crescere molto, riportando i livelli di produzione all’epoca Pansac (38 impianti attivi, 550 persone) ed espandendosi in India, Russia -dove ha formato il personale delle startup- e prossimamente negli Stati Uniti. Già quando gli impianti aperti saranno tra i 25 e i 28 è previsto un aumento occupazionale, che interesserà sia il riassorbimento dei precedenti esuberi -spesso lavoratori non giovanissimi, che fanno più fatica a reinserirsi nel mercato del lavoro- sia l’acquisizione di nuove unità specializzate, di età inferiore.

Quindi POLIMIRA rimarrà a Mira -ha un contratto di affitto per 15 anni dalla proprietà delle strutture, ovvero il commissario liquidatore di Pansac- e crescerà con uno sbocco commerciale europeo, una sua delocalizzazione è impensabile, anzi progredirà in innovazione nei 30mila metri quadri ora liberi: «Non abbiamo preso gli impianti per portarli via da qua», ha detto il direttore, specie dopo l’investimento societario del gruppo Benetton. La ricerca ecologica aiuta questi propositi: allo studio un pannolino fatto di materiale interamente biodegradabile, a impatto zero.

Sul terreno che investe direttamente l’amministrazione locale invece c’è il tema dei trasporti: l’Italia non è (ancora?) intermodale nemmeno in tutte le zone industriali compatte, ciò significa che purtroppo la gomma e l’asfalto sono ancora i principali sistemi con cui le merci partono dallo stabilimento mirese. MIRA IN COMUNE sostiene lo spostamento dei Tir dalla Romea all’autostrada, se del caso anche con intervento del prefetto a tutela della sicurezza degli automobilisti e dei centri abitati su cui scorre la Romea.

Gli stessi operai -che per inciso non sono ancora stati saldati del tutto dal vecchio fallimento, per complessivi 200 milioni ancora da versare- rischiano la vita per andare a lavorare in fabbrica, sia lungo la statale 309 che nella stretta laterale di raccordo, nonostante il progetto della rotonda: l’azienda è disposta a fare la propria parte per costruire la strada occorrente, ma solo quando sarà divenuta proprietaria dei terreni su cui sorgono gli stabilimenti, che sono ancora nella disponibilità del commissario liquidatore di Pansac. MIRA IN COMUNE sarà come sempre a fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali qualora reclamassero una soluzione all’annosa vicenda, che compromette sia lo sviluppo dei luoghi di lavoro, che la veloce messa in sicurezza delle vie d’accesso ad essi.