Al dibattito tra candidati sindaci tenutosi ieri sera a Piazza Vecchia e organizzato da Confagricoltura -sì, quello a cui la Trevisan ha deciso di non partecipare inviando un suo rappresentante- Lavinia Vivian ha enunciato i princìpi che muovono la nostra visione dell’agricoltura per Mira.

L’agricoltura è una vocazione del nostro territorio: secondo i dati del PAT, più di un terzo del territorio è agricolo. Compito di un’amministrazione è vigilare affinché venga fermato il consumo di suolo: il Veneto è una delle regioni più cementificate (13%). Sono stati i comitati e le associazioni di cui questa lista è espressione ad essersi battuti per fermare la devastazione delle grandi opere. Inoltre la Superficie Agricola Trasformabile è sovradimensionata e corrisponde a 50 ettari, va ricalcolata considerando le barene come terre emerse. Il Piano Acque invece è sottodimensionato: le opere previste sono tarate per eventi al ribasso, poiché tararle con eventi più consistenti dicono sarebbe costato troppo. Intanto Zaia -che a Mira apparentemente sostiene la fucsia Trevisan- fa approvare in Consiglio Regionale una legge che incrementa consumo di suolo, facendo il gioco delle lobby del cemento e della speculazione edilizia.

L’azienda agricola non si può più considerare solo una struttura che produce materie prime, ma un soggetto che presidia le risorse naturali. Tra i fini di un imprenditore agricolo c’è anche la possibilità di fornire servizi, venendo coinvolto nella gestione corrente delle attività comunali, come ad esempio le manutenzioni del territorio: argini, potature di alberi, siepi, sfalcio di parchi pubblici, giardini, incolti, rive, corsi acquei. Ma anche le emergenze e l’inclusione sociale, incrociando le esigenze di manodopera con la presenza di giovani immigrati e altri soggetti deboli.

Occorre mettere in diretta relazione aziende con la cittadinanza e i consumatori, senza intermediazioni, innescando diverse forme di filiere corte. Serve potenziare il mercato contadino comunale (offrirgli nuovi spazi, pienamente aperto ai cittadini e anche all’ospite turistico) e implementare le forniture di derrate locali nelle mense attraverso SeRiMi. Questo per favorire e incentivare gli scambi fra aziende agricole e i circuiti dei mercati e delle reti di economia solidale: in tal senso, abbiamo assistito e sosteniamo la nascita del distretto di Economia solidale e il progetto del pane logistico.

Per dirla in due parole: siamo per l’agricoltura di qualità e sostenibile, sia dal punto di vista economico, che ambientale, che sociale. Una produzione spinta al massimo porta a un eccesso di offerta che fa abbassare i prezzi. Pensare alla sostenibilità è pensare al futuro, perché l’agricoltura ci dà il cibo, e attraverso il cibo passa la salute. Anche per questo, urge istituire un regolamento restrittivo per l’uso di pesticidi e far rispettare il divieto di coltivazione di OGM.

Riguardo il problema nutrie, da taluno evocato: per controllare e impedire il diffondersi di queste invasioni è necessario incoraggiare e sostenere l’applicazione di pratiche di gestione del territorio e di tecniche di produzione compatibili, specie in un territorio come il nostro in equilibrio dinamico fra terra e acqua. Gli abbattimenti, che sono solo uno dei sistemi di contenimento utilizzabili, non sembra in verità dare i risultati concreti che si vorrebbe, perchè in reazione, la specie tende a velocizzare e intensificare le riproduzioni. Sembrano invece funzionare meglio sistemi che “mettono a disagio” le nutrie, le quali per risposta cessano di riprodursi. Sistemi di questo tipo, alternativi agli abbattimenti, sono stati studiati da enti di ricerca, per esempio l’università di Parma, con i quali si riesce ad ottenere non solo la diminuzione della riproduzione, ma soprattutto la riduzione degli scavi e i danni agli argini e alle colture.

Nel video, le puntuali risposte che Lavinia ha dato alle sollecitazioni del moderatore e di alcuni intervenuti.