La lista Mira in Comune valuta positivamente l’esito elettorale che ha visto l’affermazione del sindaco Marco Dori e soprattutto la sconfitta delle destre (dichiarate e camuffate) pilotate da Brugnaro-pigliatutto attraverso l’interposta persona di Antonella Trevisan. Un risultato in apparente controtendenza col resto del Paese, ma in sintonia con singole esperienze che qui in Veneto -si pensi al laboratorio Padova- hanno saputo creare un argine, per quanto politicamente non privo di contraddizioni, al leghismo dilagante.

Siamo soddisfatti di aver contribuito ad evitare alla città di Mira una brutta fotocopia del modello fucsia al governo a Venezia: personalista, autoritaria e senza radici. Siamo anche consapevoli tuttavia delle distanze che intercorrono tra la nostra piattaforma e quella di chi ha vinto le elezioni: in particolare quel PD al governo nazionale che in questi anni, tra le altre cose, ha avallato politiche di austerity che hanno minato pesantemente l’autonomia e il ruolo degli enti locali, soprattutto dei Comuni. Misureremo la volontà del nuovo sindaco di segnare o meno una discontinuità rispetto a questa china pericolosa, a cominciare dal rispetto degli impegni sottoscritti dopo il primo turno con Mira in Comune: in particolare per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente contro le grandi opere, l’aumento e la rimodulazione della spesa sociale, la restituzione degli spazi pubblici alla comunità, l’abbattimento dei costi e della burocrazia per le associazioni.

La consigliera comunale Lavinia Vivian si farà interprete e portavoce delle istanze che abbiamo espresso fin dall’avvio del percorso politico ed elettorale, rimanendo all’opposizione della giunta Dori e votando di volta in volta nel merito delle singole delibere, qualora congruenti col programma di Mira in Comune. Sarà un’opposizione preparata, documentata, valoriale e con la schiena dritta (lo dimostra il programma -il più corposo- depositato), collegata quotidianamente ai comitati e ai movimenti che animano il territorio, mirata a costruire fin da subito la possibilità di una reale alternativa di progresso per il governo della città.