Cinque giorni fa (21 Novembre 2017), il Consiglio Comunale boccia a maggioranza una mozione di Mira in Comune che dava voce ai cittadini esasperati di via Curiel.

Dopo due giorni il TAR dà ragione ai cittadini e sospende il permesso di costruire.

Le motivazioni nell’ordinanza di sospensione (pubblicata il 23/11/2017) ricalcano guardacaso proprio le argomentazioni della mozione che il consiglio ha bocciato, giudicata negativamente da alcuni consiglieri più per i toni aggressivi che per il merito degli argomenti. Peccato che quella rabbia e quell’aggressività fossero l’espressione dell’insofferenza e dell’incredulità degli abitanti attorno al numero 10 di via Curiel che sono stati ignorati, con motivazioni da azzeccagarbugli, nonostante i loro numerosi tentativi e diffide al Comune, per evitare di ricorrere al TAR a cui però sono stati costretti a rivolgersi (ricorso n. 01155/2017) perché sfiduciati, delusi di non essere stati presi sul serio e disillusi di far ragionare il funzionario responsabile.
Unico segnale di interesse, sebbene tardivo, una procedura di verifica del Comune in autotutela, probabilmente diretta volontà del Sindaco da poco insediato.
Il cosiddetto “piano casa”, legge di matrice politica di centro destra che deroga a quasi tutti i vincoli comunali, doveva far ripartire l’attività edilizia ma con “benefici collettivi” ampliamento
proporzionale per esigenze famigliari, volumi aggiuntivi per premiare miglioramento efficienza energetica e impatto ambientale, etc… ); è diventato invece spesso uno strumento su cui speculare fino all’ultimo metro cubo a prescindere dall’effettiva utilità per la collettività.  Ed ecco che da 900 metri cubi dell’edificio esistente spunta un progetto di oltre 4000 frutto di acrobazie interpretative dell’impresa costruttrice e avallate dai competenti uffici comunali.
Le motivazioni del TAR fanno chiarezza, tra l’altro, proprio su questo punto ovvero su quanto la legge venga forzata al punto da tradirne le finalità e sulle responsabilità dei comuni, in questo caso di Mira, di sorvegliare ed eventualmente disincentivare quei progetti che appaiono subito tradire i basilari criteri di pianificazione urbanistica.

Ora il Comune sorveglierà di più?

Il Consiglio Comunale farà massa critica con altri comuni per disincentivare un uso formalmente legale ma sostanzialmente speculativo del piano casa?

Dichiarerà che ne abbiamo abbastanza di nuove costruzioni inutili e costose (devono ripagare l’investimento) in territori con centinaia e migliaia di appartamenti vuoti?