La Nuova Venezia 28 novembre 2017
Troppo cemento, il Tar blocca palazzina
MIRA Il Tar dà ragione ai cittadini di via Curiel a Mira Taglio e blocca la costruzione di una palazzina con una volumetria che dai 900 metri cubi attuali arrivava prevederne 4.000. Da una casetta in centro a Mira Taglio in via Curiel è stato progettato un vero e proprio condominio in una zona dove la cementificazione nel corso degli anni è stata elevatissima. A denunciare la vicenda è stata nello scorso consiglio comunale a Mira la consigliera del gruppo “Mira in Comune” Lavinia Vivian. «Il “piano casa”, legge di matrice politica di centrodestra che deroga a quasi tutti i vincoli comunali», dice la Vivian, «doveva far ripartire l’attività edilizia ma con “benefici collettivi”,ampliamento proporzionale per esigenze famigliari, volumi aggiuntivi per premiare l’efficienza energetica e impatto ambientale; è diventato invece uno strumento su cui speculare fino all’ultimo metro cubo. Ed ecco che da 900 metri cubi dell’edificio esistente in via Curiel è spuntato un progetto di oltre 4.000 m³, frutto di acrobazie interpretative dell’impresa costruttrice e avallate dagli uffici comunali».Vivian aveva chiesto al Comune ritirare quell’atto autorizzato ai tempi dell’amministrazione grillina di Alvise Maniero. «Le motivazioni nell’ordinanza di sospensione (pubblicata il 23 novembre)», spiega la consigliera, «ricalcano le argomentazioni della mozione che il consiglio ha bocciato, giudicata negativamente da alcuni consiglieri più per i toni aggressivi che per il merito degli argomenti. Peccato che quella rabbia e quell’aggressività fossero l’espressione dell’insofferenza e dell’incredulità degli abitanti attorno al numero 10 di via Curiel che sono stati ignorati, con motivazioni da azzeccagarbugli. Dopo due giorni il Tar dà ragione ai cittadini e sospende il permesso di costruire».L’unico segnale di interesse, sebbene tardivo, fa sapere Vivian, è stata una procedura di verifica del Comune in autotutela, probabilmente diretta volontà del sindaco Marco Dori da poco insediato.«Le motivazioni del Tar», conclude l’ex candidata sindaca, «fanno chiarezza su quanto la legge venga forzata al punto da tradirne le finalità e sulle responsabilità dei Comuni, in questo caso di Mira, di sorvegliare ed eventualmente disincentivare quei progetti che appaiono tradire i basilari criteri di pianificazione urbanistica. Ora il Comune sorveglierà di più? Il Consiglio farà massa critica con altri Comuni per disincentivare un uso formalmente legale ma sostanzialmente speculativo del piano casa? Dichiarerà che ne abbiamo abbastanza di nuove costruzioni inutili e costose in territori con centinaia e migliaia di appartamenti vuoti?».Sulla vicenda la risposta del sindaco. «Si tratta di un caso di edilizia privata estraneo alle politiche dell’amministrazione comunale», puntualizza Dori, «e che è stato affrontato in maniera indipendente dagli uffici. In consiglio comunale si è ribadito che la questione era tecnica e legata alle modifiche del piano casa e che era necessario attendere il giudizio del Tar. Adesso è arrivata una sospensiva, mentre una nuova udienza è fissata per la prossima primavera. Questa vicenda aiuterà a fare chiarezza anche per analoghi casi che si dovessero ripresentare in futuro». (a.ab.)