La Nuova Venezia 14 dicembre 2017
«Fermate il cogeneratore» La protesta in Consiglio
Alessandro Abbadir
MIRA “Basta all’inquinamento”, “Vogliamo respirare”, “Stop al cogeneratore”. Un centinaio di persone con cartelli che ieri sera hanno invaso pacificamente la sala coniliare del municipio, chiedendo di essere ascoltati da giunta e sindaco. In piazza poi i residenti hanno poi steso un lungo striscione di protesta: chiedono la chiusura immediata dell’impianto di cogenerazione di Gambarare e che il Comune intervenga in tempi rapidi, per evitare rischi alla salute.Durante la campagna elettorale e questa estate, per protesta decine di persone si erano incatenate ai cancelli dell’impianto. Nei giorni scorsi i residenti hanno presentato un esposto denuncia alla guardia di finanza contro l’impianto di teleriscaldamento per il recupero dell’energia termica. «Questo impianto va chiuso», spiega per i comitati Mattia Donadel, «èi un impianto che avvelena l’ambiente e non porta alcun vantaggio. Abbiamo presentato al Comune un dossier con le testimonianze dei residenti. Se il Comune non agisce nonostante abbia l’obbligo di vigilare, si profila una situazione di inadempienza. Abbiamo depositato un esposto alla guardia di finanza, perché verifichi se il mancato recupero del calore si possa configurare come frode a scapito dei contribuenti, visto che probabilmente il gestore dell’impianto sta incassando i contributi pubblici relativi alla produzione di energia elettrica tramite co-generazione con fonti rinnovabili. Cosa che da quanto appurato non fa».Le testimonianze dei residenti sono chiare: «Questo impianto brucia oli combustibili su commissione altro che cogenerazione. Fa puzza e rumori a tutte le ore». Altri hanno protestato contro la giunta: «Muovetevi, fate qualcosa! Sono anni che aspettiamo e niente si muove».Ieri ad inizio della seduta del Consiglio comunale la consigliera di “Mira in Comune” , Lavinia Vivian, ha presentato in una interpellanza ad hoc sulla questione e ha chiesto che venisse discussa prioritariamente fra quelle che aveva proposto. La richiesta di discussione prioritaria è stata accettata dal presidente del Consiglio Giorgio Zapparoli.Da parte del sindaco di Mira Marco Dori arriva un chiarimento sulla questione: «Abbiamo affrontato la vicenda subito», dice Dori, «appena insediati già a luglio. Capiamo le istanze della popolazione inerenti la sicurezza sulla salute. A luglio abbiamo incontrato un comitato di residenti. Si tratta di una vicenda complicata che parte da un’epoca lontana dell’ex giunta guidata da Michele Carpinetti. Le soluzioni non si trovano immediatamente purtroppo, ma bisogna seguire procedure ben precise e gli uffici competenti se ne stanno occupando».