La Nuova Venezia 1 dicembre 2018
MIRA. «Stop al decreto sicurezza». Il consiglio comunale di Mira (escluso Movimento 5 Stelle e Lega Nord) hanno bocciato il decreto voluto dal vicepremier Matteo Salvini. Per il sindaco Marco Dori e l’assessore alle Politiche sociali Chiara Poppi il decreto sicurezza mette in discussione il sistema di accoglienza Sprar a cui Mira aveva aderito con l’intento di creare maggiore integrazione e ridurre il numero di richiedenti asilo presenti. «Il Consiglio» spiega il sindaco «ha chiesto la sospensione degli effetti del decreto sicurezza in materia di immigrazione. A rischio l’accoglienza diffusa e i piccoli numeri in favore invece dei grandi centri di accoglienza (anche senza l’assenso formale dei sindaci), nuovi irregolari, nuove fragilità e maggiori costi a carico dei comuni. Con il Decreto sicurezza a Mira ci saranno meno integrazione e più illegalità». I richiedenti asilo sono a Mira circa 130 ospitati all’ostello di Giare, agli alberghi “Byron” e “Bepi el Ciosoto” a Malcontenta, alla cooperativa Olivotti e anche alla casa di accoglienza “San Raffaele” della Caritas a Mira Porte. Con il sistema Sprar il numero di persone accolte andava a sostituire in ugual numero le accoglienze di primo livello (Cas) presenti nel territorio. L’adesione permetteva ai Comuni di avvalersi della clausola di salvaguardia che prevede un numero di richiedenti asilo di 2,5 ogni mille abitanti arrivando con il tempo probabilmente a 96 richiedenti asilo dai 130 attuali. Con la maggioranza di centrosinistra hanno votato Mira in Comune con Lavinia Vivian e Mira Siamo Noi con Marta Marcato. Si sono astenuti i fucsia. «Il Decreto sicurezza» spiega Stefano Deppieri, segretario della Lega «a Mira permetterà di accogliere i veri rifugiati politici e respingere chi viene in Italia pensando di trovare l’America». — Alessandro Abbadir