Corriere del Veneto, 1/4/2019
LA VICENDA
Venezia, vigile sceriffo di Mira: lettere in Procura e atti «segretati»
Una denuncia per i metodi bruschi ai danni di un ragazzo chiamato in caserma per una testimonianza
di Monica Zicchiero

MIRA (VENEZIA) Fino al 4 maggio il comandante della Polizia Municipale di Mira Mauro Rizzi è in ferie. Lo ha annunciato l’interessato: «Ho cento giorni da smaltire e ho bisogno di una pausa di rigenerazione dallo stress. Devo anche fare esami medici». La notizia è arrivata a ridosso della messa in onda del servizio delle Iene sui vigili Rambo della cittadina e dopo un incontro che il sindaco Marco Dori ha avuto giovedì scorso con l’ex sindaco Luigi Solimini e il consigliere della sinistra Francesco Vendramin.

L’«atto di protesta civile
Vendramin nel 2011 fu il primo ad intercettare un atteggiamento troppo muscolare da parte di un vigile che ora è sotto la lente della Procura e che ha riconsegnato al comando l’arma di servizio e ai carabinieri di Vignonovo le pistole personali. Atto di protesta civile, disse. A suo carico però c’è anche un procedimento disciplinare in corso. Lo hanno scoperto le consigliere Lavinia Vivian di «Mira in Comune» e Marta Marcato di« Mira Siamo Noi», a cui è stato rifiutato, causa «procedimento disciplinare in corso », l’acceso agli atti sull’episodio che riguarda l’arresto di un ragazzo che stava arrotolando una sigaretta di tabacco, sottoposto per tre volte al pretest sulla cannabis e tutte e tre volte risultato negativo. La vicenda di Vendramin è decisamente più datata: giugno 2011. Sempre lo stesso vigile, allora appena assunto, sorprese un parcheggiatore abusivo. Che scappò ma scivolò e rimase a terra. «Era già inerme. Ma il vigile lo bloccò a terra col ginocchio sul tronco. Feci le mie rimostranze. E l’agente mi denunciò per interruzione di azione di polizia giudiziaria», racconta l’ex consigliere.

Da giugno a settembre
Succedeva a giugno, a settembre il Pm decise il non luogo a procedere. Vendramin fece una comunicazione al consiglio comunale (sindaco Michele Carpinetti, presidente dell’assemblea l’attuale assessore alla Polizia Municipale Fabio Zaccarin) ma né la decisione del pm né la sua comunicazione sono entrate negli atti esaminati dalla commissione Affari Istituzionali che in due sedute il mese scorso ha aperto e chiuso la questione vigili. Documenti esaminati: le dimissioni del presidente della commissione Pari Opportunità, avvocato Matteo D’Angelo che denunciò il trattamento cui era stato sottoposto un suo familiare ascoltato come persona informata dei fatti e trattato a brutto muso («Hai vinto una denuncia per favoreggiamento»; «Vai via da qua gambizzato, eh»); e la lettera del vigile in pensione M.M. che denunciava all’allora sindaco Alvise Maniero un clima di minacce e poca attenzione alle spese.

Il caso in Comune
Non c’era la lettera, sempre di M. M., che poi è stata portata in Procura, che parla di una strana multa arrivata nel 2015 ad un automobilista di Latina che aveva la targa e l’auto, una Smart, simile a quella di una persona nota in città e vicina per motivi professionali al comando dei vigili. «Nessuno ha posto un limite amministrativo, non si è intervenuti vedo continuità di comportamenti», ha detto Vendramin a Dori. Il comitato «Presi di Mira» ha raccolto una quindicina di casi di comportamenti dubbi. «Nonostante atti protocollati e denunce il comandante non è intervenuto. E l’amministrazione non ci ha dato ascolto», scuote la testa D’Angelo. Per questo Rizzi è stato invitato smaltire le ferie? «Non posso parlare, in virtù di un regolamento della giunta Maniero», allarga le braccia il comandante. Il sindaco taglia corto: «Sono al corrente che il comandante sta smaltendo ferie arretrate».