Inceneritore, scontro sulla gestione del Consiglio
Il Gazzettino 13 febbraio 2020 MIRA
«Il consiglio comunale si è svolto secondo scaletta, così come era stato concordato dalla commissione capigruppo. Nessun consigliere ha posto una sola domanda al relatore Mattia Donadel che pertanto non aveva alcuna ragione per intervenire né tantomeno disturbare». Giorgio Zapparoli, presidente del consiglio comunale, risponde così alle accuse mosse dalla capogruppo di Mira in Comune Lavinia Vivian e da Mattia Donadel sulla gestione dell’assemblea. Sfociata nella bagarre e la denuncia da parte dei carabinieri di Mira per Donadel e il padre, accusati di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. «L’ordine degli interventi era stato concordato nella riunione dei capigruppo che ha preceduto il consiglio spiega Zapparoli. – Le domande sono state tutte rivolte al direttore di Veritas Andrea Razzini. Nessuno, nemmeno la consigliera Vivian, ha posto domande a Donadel. Trovo che queste polemiche siano del tutto pretestuose».
Al fianco di Zapparoli si schiera il sindaco Marco Dori: «Il presidente ha agito correttamente e secondo quanto previsto dal regolamento. Inutile fare altre polemiche, abbiamo tutti visto quel che è successo. Cose simili sono successe anche al tempo dei Cinquestelle». La consigliera Vivian sta comunque vagliando l’ipotesi di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio. Proposta già condivisa dai tre consiglieri dei 5 Stelle: «A Mira, oltre alla decisione di incenerire rifiuti, è stata incenerita la democrazia tuonano Elisa Benato, Michele Pieran e Sabrina Cervi – Abbiamo assistito da subito, come altre volte, ad un atteggiamento di contrarietà da parte del presidente del consiglio, nei confronti dei numerosi cittadini presenti. Quando il presidente ha concesso nuovamente la parola a Razzini per le risposte, dimenticando di fissare un tempo a sua disposizione, le risposte sono diventate dei monologhi. Siamo solidali con Donadel e chiederemo conto dell’operato del presidente».
Il segretario Pd Enzo De Lorenzi la pensa diversamente: «Impedire i lavori, in un’occasione di approfondimento e dialogo significa non rispettare le istituzioni afferma De Lorenzi Il presidente ha operato al meglio, la seduta è stata gestita in maniera corretta».
Quanto accaduto lunedì ha messo in secondo piano l’approvazione di un ordine del giorno che esprimeva un parere sul nuovo impianto di Veritas a Fusina. Al centro dell’attenzione due documenti, uno proposto dalla consigliera Vivian che chiedeva uno stand by del progetto, e l’altro, proposto dal sindaco Marco Dori, che ne accettava la realizzazione proponendo però, a tutela della cittadinanza, l’avvio del progetto Sorveglianza ambientale e sanitaria. Il documento Vivian è stato bocciato, nonostante il voto favorevole del M5s e del consigliere Albino Pesce di Articolo 1, mentre l’ordine del giorno proposto da Dori è stato votato a larga maggioranza, con i soli Pesce, Vivian e Cervi (M5s) astenuti.
Luisa Giantin