COMUNICATO STAMPA MIRA IN COMUNE 1 OTTOBRE 2020

Piano delle acque: un’occasione mancata

Dopo 8 anni di iter amministrativo e 80.000 euro di spesa, il Consiglio Comunale di Mira nella seduta del 30 settembre 2020 approva il piano delle acque, ma Mira in Comune vota contro.

La sicurezza idraulica, soprattutto in relazione al tema dei cambiamenti climatici, è una priorità del nostro programma e della nostra azione – spiegano Caterina Dobrowolska e Fabrizio Speronello per Mira in Comunee in questo senso possiamo dire che il lavoro di mappatura fatto con il Piano delle Acque è positivo. Vengono infatti individuati con precisione i punti critici e i possibili interventi, tuttavia il documento di programmazione è gravemente carente sotto diversi punti di vista“.

Secondo Mira in Comune il problema è che questo Piano delle Acque nasce vecchio perché sia la simulazione per individuare le criticità idrauliche, sia conseguentemente la scelta e il dimensionamento delle opere da fare, sono tarati su un evento critico di progetto poco significativo. La dimostrazione sta nel fatto che l’evento critico scelto per valutare la risposta della rete scolante che dovrebbe ripetersi 1 volta ogni 20 anni è già stato superato 2 volte nel giro di 8 anni (nel periodo 2007-2015), mentre nello stesso periodo l’evento critico preso a riferimento per la rete fognaria, che dovrebbe verificarsi una volta ogni 5 anni, è già stato superato 3 volte.

In sostanza il Piano delle Acque varato dall’amministrazione Dori non fa i conti con gli effetti dei cambiamenti climatici, come ad esempio le bombe d’acqua o le alluvioni, che ormai non solo sono una realtà, ma stanno subendo un’accelerazione spaventosa a causa del surriscaldamento globale.

Eppure questo problema, insieme a numerose proposte non accolte, era stato evidenziato già nel 2015 all’inizio del percorso di elaborazione del piano, quando in sede di osservazioni l’allora consigliere Mattia Donadel aveva presentato a nome del gruppo un corposo documento tecnico, proponendo tra l’altro di elevare la soglia critica per la simulazione dello stress idraulico del sistema e per valutare quali effettivamente erano gli interventi necessari per mettere davvero in sicurezza il territorio. La risposta data allora e confermata oggi è che alzare questa soglia significa delineare un quadro di interventi che costerebbe troppo: “Se si vuole affrontare veramente il problema delle alluvioni e dell’adattamento al cambiamento climatico è necessario guardare in faccia la realtà, non nascondere la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi – continuano gli esponenti di Mira in Comune –; per le grandi opere inutili i soldi si trovano sempre, per la messa in sicurezza del territorio rimangono solo briciole. Questa politica tutta, dai Comuni al Governo, per passare dalla Regione governata da Zaia, non è in grado di dare risposte all’emergenza climatica, perché farlo significa rivedere completamente l’ordine delle priorità e mettere in discussione il potere di certe lobby“.

Una critica che Mira in Comune muove specificatamente anche all’amministrazione di Mira: “Oltre ai limiti sopra esposti, il Piano delle Acque non stabilisce l’ordine delle priorità nell’esecuzione degli interventi previsti che rimarranno comunque insufficienti; del resto questo fa il paio con il piano delle opere pubbliche degli ultimi anni, là dove si continuano a investire centinaia di migliaia di euro per asfaltare strade e rifare marciapiedi, mentre per le opere idrauliche si contano solo pochi spicci“.

Per il gruppo “Mira in Comune” invece questo tema è tra i più importanti e va adeguatamente affrontato per dare risposte concrete alle migliaia di cittadini che anche in questo comune abitano in zone fragili. Per questo motivo, nonostante la contrarietà espressa al Piano delle Acque, il gruppo continuerà l’azione di pungolo ma anche di proposta nei confronti dell’amministrazione comunale.