Non lasciare indietro nessuno. E’ la parola d’ordine per una comunità davvero solidale. Per farlo serve mantenere -e possibilmente aumentare- le spese per le politiche sociali, adeguare regolamenti e procedimenti per rispondere a nuovi e vecchi bisogni: povertà in aumento, popolazione mirese che invecchia, persone non autonome, diversamente abili. Senza dimenticare che anche l’accoglienza di chi scappa da fame e guerre fa parte del welfare pubblico. Per affrontare tutto ciò proponiamo una vera e propria chiamata degli Stati Generali della Solidarietà per costituire una rete sociale ampia, inclusiva e ramificata.