L’APPELLO DI MIRA IN COMUNE

Noi, cittadine e cittadini di Mira, ci rivolgiamo alla città per proporre un progetto ambizioso: cambiare e crescere insieme

>Cambiamo musica

Cambiare perché e per andare dove? Già 5 anni fa, all’esperienza nell’amministrare e alle competenze, da qualunque parte fossero proposte, gli elettori hanno preferito il cambiamento radicale in Comune.

Era la domanda di più partecipazione e controllo dei cittadini, di una decisa inversione sul consumo di suolo, di modalità alternative di smaltimento dei rifiuti. Era la domanda di un’economia solidale, di una mobilità sostenibile, di maggior tutela della salute, di proposte culturali diffuse e aperte alla sperimentazione. Era la domanda di un welfare innovativo e comunitario, di un ruolo più forte dell’ente pubblico nel pensare e gestire i servizi sociali ed educativi, di pratiche nuove e più efficaci per l’accoglienza e la sicurezza. Era la domanda di una politica autonoma, per andare oltre gli equilibri di potere consolidati, rifiutando le deleghe in bianco.

Queste esigenze di cambiamento continuano ad interpellarci, ci richiedono oggi un impegno in prima persona. Ecco: ripartiamo da qui, insieme. Contro la disillusione e la tentazione alla delega: per migliorare la qualità della vita nella nostra città.

>Cosa serve?

Mira ha bisogno di essere governata dall’anima autentica della città: da chi la vive, la conosce, si impegna da sempre in prima persona per la collettività. Certamente un progetto impegnativo, il nostro, in un’Italia colpita dalla crisi, e che è possibile solo attraverso inclusione, massimo consenso e partecipazione diretta, per una vera democrazia, in difesa della Costituzione e dei valori e diritti in essa espressi. Tutto questo per dar vita a un programma di governo della città serio e attuabile, da scrivere insieme.

>Chi siamo?

Semplici cittadini e persone attive in gruppi, movimenti, organizzazioni politiche o sindacali che da tempo si impegnano in prima persona per il territorio di Mira e della Riviera del Brenta: da chi si è battuto contro le grandi opere e la devastazione ambientale, a chi si è impegnato non per “la buona scuola” ma per una scuola davvero pubblica e di qualità, da chi si è battuto perché l’ospedale di Dolo non venisse smantellato, a chi si è speso contro il Jobs Act e la precarizzazione del lavoro, da chi si è dedicato alla costruzione di reti eque, solidali e sostenibili a chi si è adoperato per la difesa dell’acqua pubblica e dei Beni Comuni, per restituire protagonismo ai giovani, per l’accoglienza di chi è in fuga dalla guerra e dalla fame.

>Da dove veniamo?

Siamo partiti, in questi anni, nelle strade e nelle piazze miresi e rivierasche, con banchetti presidi volantinaggi, dalle tante iniziative dal basso sui temi sociali, ambientali, istituzionali e del lavoro, perché consapevoli di doverci impegnare puntualmente e nel merito, “mettendoci la faccia”, in prima persona, cercando il dialogo e il confronto con tutti i nostri concittadini. Un percorso scandito dalle tappe e appuntamenti referendari. Stiamo partendo, ora, dai contenuti e non da nomi, sigle o alleanze, perché il programma sia il motore iniziale e non un manifesto avulso dal concreto. Siamo partiti in modo largo e partecipato perché o questo percorso sarà largo e partecipato o non sarà.

>Come cambiare in tempi di crisi

L’emergenza primaria ci pare evidente: la crisi economica, ma anche sociale, ambientale, etica, culturale. Per un cambiamento globale, è importante iniziare a fare la propria parte fin dal livello locale. Proponiamo un laboratorio di cittadinanza attiva, fucina di idee e di pratiche. Obiettivo?

Riconquistare spazi di sovranità, governare processi che toccano da vicino la vita di tutti i giorni, ricostruire reti e relazioni sociali solidali, gestire in modo consapevole i beni comuni. Riprogettare una città capace di fare molto con risorse minori: una transizione complessa che pone la sfida di riorganizzare la città su nuovi modi di abitare, lavorare, mangiare, spostarsi e passare il tempo libero.

>Perché

Abbiamo reputato che presentarci alle elezioni comunali sia uno strumento valido per avvicinarci ai nostri obiettivi, anche se certamente non l’unico: essere presenti infatti nelle istituzioni locali permette di aver voce sui processi decisionali e influire sulle scelte che ci riguardano più da vicino.

>Per fare cosa

Salute, ambiente ed economia devono stare insieme, in un’ottica sostenibile e solidale. Impegniamoci per il benessere urbano e il futuro dei nostri figli. Noi amiamo Mira e per questo la vogliamo pubblica e al servizio del cittadino. La nostra prospettiva è quella di un’amministrazione intelligente che aiuti a incentivare l’iniziativa dei cittadini: una città bene di tutti.

Partendo dalla scuola: sapere ed educazione sono la base dello sviluppo e della libertà. E dalla cultura, che è un mezzo per stare nel cambiamento e per far crescere la consapevolezza; che è soprattutto luoghi di creazione e condivisione, scambio di esperienze, connessione di saperi, diffusione di anticorpi al conformismo e presidio di legalità.

Le priorità? Tutela del territorio e contrasto ai cambiamenti climatici. Combattere il rischio idrogeologico, programmare la rigenerazione urbana e il recupero del patrimonio edilizio, l’housing sociale, l’efficientamento energetico. La lotta al degrado, all’emarginazione e la salvaguardia dei servizi ai cittadini. Una mobilità sostenibile e integrata per migliorare la qualità della vita, contrastando traffico e inquinamento. Innovazione per rilanciare le produzioni locali, la distribuzione di prossimità, l’economia solidale, la valorizzazione turistica e culturale per creare nel territorio comunale opportunità di lavoro stabile e regolare come elemento portante della nostra comunità.

>Con chi

IN COMUNE con le persone che hanno un’idea di politica che è cultura e partecipazione. E trasparenza;

IN COMUNE con chi vuole applicare la Costituzione;

IN COMUNE con chi vuole dare dignità e speranza a tutte quelle persone che hanno affrontato sofferenza e morte per scappare dalla miseria e dalla violenza;

IN COMUNE con chi si propone obiettivi ambiziosi sull’efficienza energetica e aderisce a un paradigma ambientale che assicuri salute, autonomia e beni comuni ai nostri figli;

IN COMUNE con chi propone soluzioni contro gli sprechi, senza demagogia;

IN COMUNE con chi opera, dal basso, per l’uguaglianza, la parità salariale, il rispetto del lavoro;

MIRA IN COMUNE: con le competenze, l’impegno, il senso di futuro di chi ha a cuore i miresi di oggi e soprattutto quelli di domani;

Per fare tutto ciò abbiamo bisogno di attivismo civico e di istituzioni aperte: in grado di coinvolgere e dare voce. Solo così, stimolando la partecipazione e agendo con trasparenza e onestà, è possibile tenere a bada gli interessi privati e contribuire alla crescita della nostra comunità. Per uscire dalle secche di questi anni è necessario unirsi. Per “cambiare musica” c’è bisogno di più voci, e di accordare gli strumenti: il contributo di ciascuno fa la differenza. Un’altra Mira è possibile.

Mettiamola in relazione, diamole speranza, rappresentiamola tutta insieme. Tutti insieme.