Chi sono

Sono Lavinia Vivian, classe 1990, e ho da poco conseguito con il massimo dei voti la laurea magistrale in Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale.
Entrambi i miei genitori sono insegnanti di storia dell’arte e questo ha contribuito ad instillarmi una grande passione per la cultura in tutte le sue forme.
Sono una femminista convinta: fin da piccola ho preso parte a una realtà di scoutismo laico, che ha segnato la mia formazione avvicinandomi ai valori della condivisione, della responsabilità, della solidarietà, del rispetto per l’ambiente e del pragmatismo.
Proprio lo scoutismo mi ha introdotto al volontariato, che riveste una grande importanza nella mia vita: infatti da quasi dieci anni faccio parte di un collettivo teatrale che porta avanti un laboratorio di teatro integrato, che vede sul palco persone abili e diversamente abili, dando a queste ultime la possibilità di esprimersi attraverso l’arte. Parallelamente a questa attività, sono impegnata nella ONLUS Catarsi, un gruppo di giovani che si occupa di contrastare la marginalità sociale fra i giovani e fra i diversamente abili, con iniziative variegate, collaborando spesso con altre associazioni rivierasche, quali Opzione Zero, Argo e Legambiente.
Coltivo la passione per la fotografia e da anni cerco di essere economicamente autonoma, parallelamente ai miei studi: attualmente seguo un’attività di doposcuola con un gruppo di bambini della scuola primaria, ed ho fatto un’esperienza universitaria di insegnamento della lingua italiana a rifugiati politici.
Ho deciso di accettare questa candidatura, e di rimboccarmi le maniche, soprattutto perché credo che l’onestà da sola non basti, occorre agire personalmente.
La mia candidatura non è calata dall’alto da segreterie o frutto di patti di potere, ma è chiara espressione dell’assemblea civica in cui collettivamente prendiamo le decisioni, dei comitati e realtà associate che partecipano al nostro percorso civico, di chi ha aderito alla Lista “Mira in Comune” come libero cittadino.
Il mio obiettivo, nel ruolo che ho assunto, è in primo luogo quello di rappresentare chi non ha voce: in particolare nelle grandi scelte, che non dovrebbero passare sopra la testa dei cittadini, e che invece spesso vengono decise altrove e lontano, con ricadute drammatiche sul territorio, sulla salute e la vita di tutti noi.
Mi sento semplicemente a sinistra: non un posizionamento rispetto a altri partiti, ma semplicemente la constatazione che non mi riconosco nell’asse della politica attuale.
Il nostro è uno sforzo collettivo, partendo dal locale per pensare globale: intendiamo operare dal basso per contribuire a realizzare appieno la Costituzione in tutti i suoi aspetti; in particolare, i valori imprescindibili di antifascismo e antirazzismo restano per noi una bussola.
Resistere alla crisi -non solo economica, ma anche culturale, ambientale e sociale- per noi si traduce nella promozione di progetti destinati alle persone, tutelando i beni comuni e la qualità della vita della nostra collettività: prima gli uomini, le donne, i bambini e gli animali, poi gli interessi e i capitali.
Nelle intenzioni la nostra sarà una campagna gioiosa, positiva, propositiva: serena ma anche determinata, diffusa in ogni singola porzione di territorio, innovativa nelle forme e nella comunicazione dentro e fuori la rete. Una campagna di persone, giovani ed esperte, ciascuna con la propria biografia e il proprio bagaglio di esperienze.
Diremo dei sì e dei no: vorremmo i voti e il sostegno di chi condivide i nostri stessi valori di solidarietà, diritti, ambientalismo; altri tipi di voti e di supporto non sono di nostro interesse.
Vogliamo aprire porte e finestre, perché -per dirla con gli Afterhours- “fuori dalla tua porta puoi fare la cosa giusta”; il che si traduce in soluzioni concrete e mirate, calate sulle esigenze del territorio, frutto dell’esperienza di tanti gruppi e persone che da sempre “ci mettono la faccia” e non da ora s’impegnano per Mira – proposte che potrete trovare dettagliate nel nostro programma elettorale.
Restiamo con i piedi per terra, niente di irrealizzabile o fumoso: ma cambiare è possibile, insieme.

Parafrasando, ancora una volta, gli Afterhours:

“Non sarebbe bello riprendere Mira?”
“Non sarebbe strano, prenderla senza eroi?”

“E non aver paura, se capitasse a noi”

LAVINIA VIVIAN, in breve

“MIRA IN COMUNE”: LA PRESENTAZIONE

LAVINIA VIVIAN CANDIDATA SINDACA: IL COMUNICATO DI “MIRA IN COMUNE”

È Lavinia Vivian la candidata a sindaco per Mira in Comune. La giovane attivista, 27 anni fra un mese, è stata scelta dall’assemblea plenaria della lista tenutasi nei giorni scorsi al centro civico di Oriago, e si è presentata questa mattina -domenica 2 aprile- durante un happening con i media al Vaporetto sul naviglio di Mira Porte in riviera Matteotti.

Lavinia Vivian ha appena conseguito la laurea magistrale in Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale, vanta esperienze nell’insegnamento della lingua italiana a rifugiati politici ed è impegnata nel volontariato assieme all’associazione Catarsi di Dolo, che si occupa di contrastare la marginalità sociale fra i giovani e fra i diversamente abili.

La candidatura di Lavinia è stata illustrata da Mattia Donadel, consigliere comunale uscente della lista Mira Fuori dal Comune: «È una persona attiva e riconosciuta nel territorio, sensibile e determinata, passata attraverso una votazione pubblica, a testimonianza di una diversità politica fra la nostra lista e le altre con cui siamo sempre rimasti aperti al confronto pubblico».

Vivian arriva dopo molte altre candidature a sindaco: «Abbiamo preferito fare le cose per bene, anche se in leggero ritardo rispetto alla marcia di altri, piuttosto che farle presto e incompiute. Questa candidatura non è calata dall’alto, da segreterie o patti di spartizione, ma è chiara espressione dell’assemblea, dei comitati, di chi ha aderito alla lista come libero cittadino». Mira in Comune trae forza dalla «coerenza tra valori e pratiche, fondamentale assieme all’empatia».

La parola alla candidata: «Percepisco la grandezza e la rilevanza del ruolo che mi è stato attribuito da una squadra di cui sono parte e della quale mi fido. Lo scoutismo mi ha introdotta al volontariato attivo, sono una femminista convinta: il #postooccupato vicino a me è per Silvia, la cui vita è stata eliminata da mano femminicida. E penso che i valori femministi non debbano essere solo in capo alle donne ma propri di tutti. Una delle mie band musicali preferite, gli Afterhours, cantano “fuori dalla tua porta puoi fare la cosa giusta“: è un invito all’azione personale, perché non basta più delegare così come non è sufficiente la sola onestà senza darsi da fare direttamente con le mani in pasta».

Vivian parla dell’impegno che attende tutta la lista -presto arriveranno i nomi dei candidati consiglieri- nei prossimi due mesi e non solo: «La nostra bussola è la Costituzione, siamo antifascisti e antirazzisti. Non ci riconosciamo nell’asse della politica televisiva (“a sinistra del PD”? A sinistra e basta! Sulle cose concrete, senza proclami), ma ci sentiamo in relazione con i fenomeni sociali dal basso che hanno permeato le ribellioni degli ultimi anni, di coloro che resistono alla crisi e a decisioni assunte sopra la testa delle persone, lontano dai territori dove vivono».

Lavinia ha le idee chiare: «Difendiamo la dignità della persona umana. Non chiediamo i voti a chi specula e discrimina, a chi inquina e licenzia i lavoratori portando le industrie dove può negare diritti. Ambiente e solidarietà sono tra i nostri fari: per nessun motivo sacrificare la salute dei cittadini a vantaggio degli affari, diciamo no all’ulteriore consumo di suolo, pratichiamo cemento zero, bloccando il rischio idrogeologico finché siamo in tempo e recuperando all’uso pubblico gli stabili oggi chiusi o sottoutilizzati, ad esempio il teatro affidato anche alle associazioni del territorio per una produzione culturale in loco».

Per noi è decisiva la questione della casa, con progetti di housing sociale e il Comune come garante affinché nessuno dorma per strada, il che si traduce anche nell’accogliere degnamente chi fugge dalla guerra e dalla miseria, no ai centri di detenzione ma integrare piccole comunità nel sistema degli Sprar, senza togliere risorse e attenzioni a chi qui è nato e risiede da sempre: non lasciamo indietro nessuno.

L’offerta programmatica è assai concreta e mirata alle differenti soluzioni da adottare per ogni singola articolazione territoriale: unendo i puntini, esce un’idea armonica, omogenea, consequenziale di città.

«Restiamo con i piedi per terra, niente di irrealizzabile o fumoso, il vero sogno è cambiare questa realtà, la vita di tutti i giorni. Prima gli uomini, le donne, i bambini e gli animali, poi gli interessi e i capitali. Penso a un welfare comunitario, che consenta di ripensare ai tempi, ai luoghi e agli stili di vita in armonia con l’ambiente, il paesaggio, la sostenibilità e la dignità umana. Per una comunità che tragga dalla terra e dall’acqua il proprio benessere, che consideri il fiume dove siamo ora non solo un archivio di storia, ma il dna del presente e un investimento sul futuro».

Daremo quindi priorità alle scuole pubbliche, a una sanità universale e vicina. Promuoviamo un’economia solidale, che ad esempio difenda la piccola distribuzione di prossimità e fermi l’apertura di nuovi centri commerciali: «Vogliamo crescere cittadini orgogliosi del proprio patrimonio artistico e culturale, che sappiano come ricavare soddisfazione da un turismo rispettoso, a misura d’uomo, centrale per chi viaggia da nord a sud, da est a ovest e in fuga dai grandi numeri. E che magari possano scoprire il piacere di spostarsi su mezzi pubblici efficienti, da potenziare e qualificare, riducendo il numero di automobili che invadono la Romea e le strade. Sarà importante seguire gli esempi e le buone pratiche dei comuni virtuosi, per capire se e in quale modo esse sono esportabili a Mira, una volta adattate».

La candidata di Mira in Comune annuncia «una campagna gioiosa, positiva, serena ma anche determinata, diffusa in ogni singola differenza e porzione di territorio, innovativa nelle forme e nella comunicazione dentro e fuori la rete». Persone giovani ed esperte, ciascuna con la propria biografia, le attività e le connessioni che le hanno portate a incontrare il progetto. Consapevoli che “in Comune” -nel senso di municipio- non basta a modificare lo status quo, ma certe che in Comune bisogna esserci, perché dal rispetto del ruolo delle istituzioni e dalla legalità non si può prescindere.

Qualità e circostanze che fanno della lista e della candidata a sindaco le vere e uniche novità di questa tornata amministrativa: “Non sarebbe bello riprendere Mira?”, parafrasando sempre gli Afterhours. “Non sarebbe strano, prenderla senza eroi?”, trattandosi di cittadini e non di ceto politico. “E non aver paura, se capitasse a noi”.